Civitavecchia 22/01/2012


Lettera aperta del Consigliere Regionale della Fipav Lazio ai Presidenti delle Società di Pallavolo del territorio dell'alto Lazio, all'Assessore allo Sport, al Presidende Fipav Lazio, ai genitori e a tutti gli amanti della Pallavolo.

Ai Presidenti delle società di pallavolo che operano sul territorio dell'Alto Lazio

All'Assessore allo sport del Comune di Civitavecchia

Al Presidente del Comitato Regionale FIPAV Lazio Andrea Burlandi

A tutti i genitori dei pallavolisti del Comprensorio

A tutti gli amanti della Pallavolo del Comprensorio



Premessa
Riconosco che l'operazione non è semplice; e probabilmente, pur profondendo il massimo sforzo, sarà sempre inficiata da punti di vista partigiani. Però voglio tentare lo stesso.
L'operazione è la seguente: fotografare la situazione pallavolistica dell'Alto Lazio, pulirla via dalle persone (di entrambi gli schieramenti di Civitavecchia e dei vertici delle società da Tarquinia a Ladispoli) che trascinano con sé dosi insuperabili di rancore, astio e invidia e ipotizzare un futuro condiviso.

Supponiamo che io sia un Consigliere Regionale della FIPAV (e lo sono) supponiamo che abbia a cuore da sempre (una società di pallavolo sola non è mai esistita a Civitavecchia ma la collaborazione fra le varie società è sempre stata strettissima) il destino della Pallavolo Civitavecchiese e del territorio (e ce l'ho) e supponiamo che provi ad analizzare la situazione da un punto di vista strettamente Federale, uno scenario utile alla crescita della Federazione di cui sono rappresentante sul territorio (e non sarà possibile fino in fondo per la mia appartenenza ad una società).

E' premessa necessaria pulire l'analisi che seguirà dalle persone perché il livello di tensione è ancora troppo alto; ognuna delle parti è convinta di essere la parte migliore e che al netto degli insulti, dei dispetti e delle scorrettezze pensa di essere ancora in largo credito.

ANALISI (fotografia dell'attuale)

1. Sul territorio esiste una categoria Nazionale partecipante al campionato di serie B1femminile; dopo i vari tentativi per arrivarci alla categoria nazionale (per buona parte causa della scissione), la categoria è stata raggiunta ed è solida;
2. Sullo stesso territorio esiste una categoria regionale femminile partecipante al campionato regionale di serie C (è una squadra molto giovane con titolari nate nel 1993/1995 e 1997); mantenere la serie C sarebbe un buon risultato, retrocedere sarebbe amaro ma comunque sopportabile dato che l'obiettivo primario di quel gruppo, far giocare a pallavolo da titolari le nostre giovanissime è stato ampiamente raggiunto (tale motivo, far giocare a tutti i costi le giovanissime titolari, indipendentemente dal risultato, è stato altrettanto importante nel causare la scissione);
3. Sul territorio esistono delle esperienze trentennali inerenti la promozione della pallavolo nelle scuole elementari e medie che ha portato la A.S. Pallavolo Civitavecchia ad essere la Terza Scuola Nazionale Federale in Italia; i suoi nove gruppi di minivolley caso più unico che raro in Italia ne sono il risultato più bello;
4. Sul territorio esiste una realtà che, grazie ad un profondo lavoro svolto con realtà preesistenti o iniziato ex novo, è riuscita ad allestire squadre giovanili composte da giocatrici proveniente da varie città e da varie zone con l'utilizzo di una logistica difficile e complessa che ha bisogno per essere realizzata di una grande mole di lavoro;
5. Esiste una serie C maschile che per la sua composizione mista di giocatori anziani e giovani può valere presto una categoria Nazionale e ha comunque un percorso davanti a sé almeno quinquennale;
6. Esiste un'altra serie C maschile che appare però priva di un progetto di ampio respiro con alcuni elementi decisamente sovradimensionati e altri lì solo (così come da loro stesso ammesso) per togliersi una soddisfazione personale;
7. Esistono (Tarquinia, Ladispoli, Cerveteri, ecc. diverse categorie regionali e provinciali senza un minimo di coordinamento;
8. esistono delle squadre giovanili maschili e femminili giovanili molto competitive in ambito regionale;
9. Esistono delle evidenti sovrapposizioni che non hanno permesso al territorio di inserire i migliori elementi nella stessa squadra con danni per il territorio e per gli atleti stessi: credo che si sia tutti d'accordo nell'affermare che, lasciato in sospeso il codice con il quale disputare tali campionati, il territorio per i suoi atleti poteva fare molto di più: mi riferisco alle serie C maschili (che potevano essere impostate diversamente: ad esempio una giovanissima a costo di retrocedere e una che puntava decisamente alla promozione), all'under 18 femminile (due eccellenze non è uno spreco enorme di risorse?), all'under 16 femminile, all'under 14 femminile, all'under 13 maschile, ecc.
10. Esistono delle sovrapposizioni dei progetti presentati alle scuole cittadine;
11. Non esiste di fatto, per vari motivi, una complementarietà;
12. C'è interesse da parte di ciascuna delle due realtà pallavolistiche locali a ristrutturare impianti o a farli nascere ex novo con ennesima sovrapposizione di intenti e spreco di risorse economiche per obiettivi analoghi.

Fin qui l'esistente, niente affatto coordinato; al contrario si tratta di realtà che, per tanti motivi noti e meno noti, giusti o meno giusti, si trovano spesso in aperto, voluto e ricercato conflitto;

Da dove partire per ipotizzare un percorso comune.
Da due considerazioni:
la prima
Ipotizzare uno scenario verosimile, forse unico in Italia, che può permettere uno scarto qualitativo impressionante alle realtà locali e lanciarle fra le migliori realtà agonistiche d'Italia (come realtà sportiva con il terzo posto raggiunto come scuola Federale di Pallavolo l'Asp già è presente nel vertice del panorama nazionale). Una Realtà agonistica unica in grado di vincere scudetti giovanili e offrire al territorio una serie A.

la seconda
L'ASP non può pensare di tornare l'unica importante realtà pallavolistica del territorio, la Civitavecchia Volley è oramai stabilmente radicata e potrà tendere pur fra alti e bassi a consolidarsi ulteriormente;
La Civitavecchia Volley non vedrà mai alcuni dirigenti e tecnici della società a spasso o disoccupati per due motivi: primo perché l'ASP non chiuderà mai e secondo perché tutti i suoi operatori data l'alta professionalità che li contraddistingue possono trovare società che li ingaggiano in qualsiasi momento.

Già prendere atto di queste due considerazioni sarebbe fare un grosso passo avanti da parte di tutti;

SCENARI FUTURI

IL PRIMO
(e sicuramente il più probabile data la tensione che ancora regna).
Se le due suddette considerazioni non vengono metabolizzate e fatte proprie ciò che avverrà nei prossimi anni sarà grosso modo quello che avviene dal tempo della separazione (2008) e cioè:

- Due realtà che si trovano in concorrenza (personalmente trovo tale situazione la più stimolante e la più divertente; ma penso anche che sia la più deprimente per gli atleti e per il territorio);
- Persone o personaggi più o meno competenti e più o meno folcloristici che si fanno dispetti e cattiverie a vicenda e continuano a pensare che l'ostacolo alla collaborazione possa essere questa o quella persona;
- L'ASP che in cinque anni di concorrenza non ha subito nemmeno un graffio (e non credo che questo fosse lo scenario immaginato e auspicato dai fuoriusciti), ma al contrario ha aumentato i suoi iscritti (veri, senza tesserare decine di dirigenti e i bambini delle scuole elementari) e la Civitavecchia Volley che continuerà ad allargarsi creando quasi esclusivamente valore aggiunto;
- Alla lunga distanza (prossimi 10/15 anni) è possibile che si possa creare una situazione molto simile a quella che a Civitavecchia c'era circa 15/20 anni fa; e cioè una ASP leggermente indebolita con circa 260/280 iscritti e una o più realtà con circa 120/140 iscritti ciascuna; esattamente come ai tempi della Atletica Civitavecchia di Luigi e Sirio Gatti con i suoi 120/140 iscritti e l'ARCI S. GORDIANO di Mario Salerni con i suoi 100/120 iscritti;
- L'ASP che manterrà un certo predominio nelle giovanili con le altre società cittadine (o ll'altra società cittadina) che sempre più spesso, con alcune squadre, si prenderanno la soddisfazione di batterla, con un saldo generale però sempre a loro sfavore (e anche questo in passato è già avvenuto).
- Giocatori e giocatrici mal ceduti da entrambe le parti alla concorrenza (il fenomeno è ora grosso modo alla pari) e talenti importanti ceduti a tutti tranne che alla concorrenza;

Questo è ciò che avverrà, indipendentemente da quello che si riuscirà a raggiungere con le prime squadre che non hanno mai rappresentato un traino per il movimento (se vincono, indipendentemente dalla categoria disputata, portano solo un po' più di pubblico); l'ASP naturalmente continuerà a lavorare per non indebolirsi (e in questi 4 anni ha dimostrato di saperlo fare) e la Civitavecchia Volley continuerà a lavorare per allargarsi, non necessariamente ai danni dell'ASP (la quale una quota di iscritti insoddisfatti la ha sempre avuta; con una differenza: che prima gli insoddisfatti smettevano, ora passano alla Civitavecchia Volley, che comincia ad avere i suoi di insoddisfatti); uno scenario che regalerebbe soddisfazioni medie e che potrebbe andare avanti fra momenti positivi e negativi di entrambe le società all'infinito: un piccolo successo ai danni della concorrenza un anno, vuoi per una bella iniziativa vuoi per un derby vinto, una piccola amarezza ingoiata per un bell'evento della concorrenza, genitori che, quasi sempre convinti che i migliori allenatori sono sempre altrove (sono in drammatico aumento), portano i figli da una società all'altra e così di mediocrità in mediocrità.
Uno scenario che sazia solamente la fame di rivalsa di tanti mediocri, non esprime certo la massima potenzialità del territorio; esprime niente altro che un provincialismo bigotto e mediocre.

IL SECONDO SCENARIO
Che per realizzarsi ha bisogno di uno sforzo memorabile di umiltà probabilmente non ancora maturo.

Attraverso incontri mediati (o meno) dalla Federazione rendere le competenze e gli ambiti professionali complementari;
riconoscere cioè e potenziare senza sovrapporle le competenze.
Uno scenario di questo tipo:

- Le due prime squadre del comprensorio (quella femminile e quella maschile) che sotto una unica e totalmente autonoma Direzione Sportiva e Tecnica inseguono il risultato sportivo; possono pescare insindacabilmente nel settore giovanile (gli unici limiti potrebbero essere l'effettivo utilizzo delle giovani: ad esempio se una ragazza di 17 o 18 anni viene scelta per la categoria nazionale deve già essere pronta per fare da titolare, altrimenti è il caso che continui a formarsi giocando in serie C); I Codici societari? Si possono discutere. L'obiettivo di questa unità di intenti è chiaro che avrebbe come base il raggiungimento ed il consolidamento di due categorie Nazionali che hanno nella B2 un punto di partenza, soddisfare gli sponsor e contribuire a convincerli della bontà del progetto.
- Raggiungere e consolidare tutte e 8 le Eccellenze che la Federazione assegna, anche qui sui codici si può discutere (resta evidente che la parte dell'ASP in questo caso deve essere maggioritaria); tutto il settore giovanile deve avere anch'esso una Direzione Sportiva e Tecnica autonoma in costante contatto con la Direzione Sportiva del Minivolley e in costante contatto con la Direzione Sportiva delle prime e seconde Squadre;
- Le due seconde squadre del comprensorio dovrebbero come minimo raggiungere e consolidare la serie C ed essere impostate solo con i giovani e giovanissimi; i codici? Dipende molto da come sono stati discussi ed assegnati quelli delle prime squadre, ma anche questo non dovrebbe rappresentare un tabù; Anche le due seconde squadre funzionali alle prime devono avere una direzione Sportiva e Tecnica autonoma;
- Una delle due realtà dovrebbe continuare a specializzarci sul lavoro nelle scuole cittadine, l'altra dovrebbe continuare specializzarsi sul lavoro nel comprensorio; riconosco che questo aspetto è quello che spaventa di più perché si pensa "se io non lavoro nelle scuole non avrò iscritti"; non sarà mai così perché nessuna delle due società è in grado di coprire tutte le scuole Cittadine si arriva a mala pena a coprirne un paio; è quindi importante coordinare gli interventi e non sovrapporli.
- Investire tutte le conoscenze e tutte le risorse economiche per un unico grande impianto sportivo; che possa avere inserita anche una foresteria per accogliere i talenti giovanili del Lazio che vogliono crescere alla nostra scuola;
- Un unico grande settore minivolley con una unica Direzione Sportiva, la vera fucina della Scuola di Pallavolo ,sui codici per non incorrere in sanzioni basta discuterne a tavolino;

Questo secondo scenario potrebbe permettere obiettivi mai pensati prima a Civitavecchia;
Una delle prime squadre che al momento adatto possa tentare la scalata alla serie A; le giovanili che anziché competere con le migliori realtà del Lazio potrebbero annualmente competere con le migliori scuole d'Italia, quelle che hanno capito che è unendo le forze che si raggiungono risultati prestigiosi. Non esistono più da anni infatti singole società che con le sole proprie forze competono con le migliori 4/5 squadre Italiane alle finali scudetto (è il mio personale chiodo fisso, la Finale Nazionale che probabilmente disputerò con la Volleyrò non potrò mai sentirla fino in fondo come mia, del mio territorio).

Uno spazio autorevole e autonomo potrebbe essere ritagliato per ciascuno dei dirigenti e tecnici che attualmente operano nelle due distinte realtà locali (e questo anche tutti sanno che è un problema che con il buon senso può essere superato).
E' questione di volontà, di tanta volontà; io da parte mia penso di averla sempre messa; un solo piccolo esempio: lo scorso anno sono stato vicinissimo a sedere sulla panchina dell'under 20 femminile della Civitavecchia Volley; il progetto che aveva fatto storcere la bocca a molti nostri dirigenti è naufragato perché, mi è stato riferito che alcuni dirigenti della Civitavecchia Volley non erano ancora pronti ad un evento del genere.

Rendo pubblica questa riflessione che vuole solo essere una rozza bozza di programma perché la prima mia proposta di collaborazione, che grosso modo diceva le stesse cose, non è stata mai presa in considerazione e, di conseguenza, non ha mai ricevuto risposte.
E' stata usata male e strumentalmente unicamente come clava per colpire l'avversario in un momento di polemica pubblica di qualche tempo fa.


Giancarlo de Gennaro
Consigliere Regionale FIPAV Lazio