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il Collegio Arbitrale
Il collegio arbitrale di una partita di pallavolo è
composto da: 1° Arbitro, 2° Arbitro, Segnapunti, quattro
(due) Giudici di Linea.
È evidente che tutti questi componenti sono presenti
solamente nelle partite di massimo livello (serie A ed
Internazionali), mentre nelle gare di livello più basso
non sono mai presenti i Giudici di Linea e a livelli
molto bassi (campionati provinciali giovanili) nemmeno
il 2° o addirittura il 1° Arbitro.
Nell'ambito della FIPAV, la Federazione Italiana
Pallavolo, le partite giocate in assenza dell'Arbitro
Federale (quindi senza componenti del collegio arbitrale
effettivamente super-partes) vengono dirette da un
Dirigente della squadra ospitante, che svolge le
funzioni di 1° Arbitro.
1° Arbitro
Il 1° Arbitro dirige la gara dall'inizio alla fine in
piedi su un seggiolone posto ad un'estremità della rete
(quella opposta al tavolo del Segnapunti). Il
regolamento conferisce al 1° Arbitro una grande
autorità: infatti egli ha autorità su tutti i componenti
del collegio arbitrale e i componenti delle due squadre,
è autorizzato ad annullare qualsiasi decisione degli
altri componenti del collegio arbitrale (se giudica che
questi siano in errore), può sostituire qualsiasi
componente del collegio arbitrale se giudica che non
svolga correttamente la sua funzione ed ha autorità per
decidere su ogni questione, perfino su quelle non
specificate dalle regole.
Durante la gara solo lui può comminare sanzioni
disciplinari ai componenti delle due squadre.
Le sue competenze in materia di falli sono:
1. i falli della squadra in servizio (falli del giocatore al servizio e
di posizione della squadra che serve, compreso il fallo
di velo);
2. i falli di tocco di palla (doppia, trattenuta, ...);
3. i falli sopra la rete e sulla sua parte superiore (invasioni aeree,
tocco del bordo superiore della rete, ...);
4. i falli di attacco del LIBERO e dei difensori (attacco del giocatore
difensore, comunemente detto "attacco da 2a linea",
...);
5. attacco falloso di un giocatore su palla proveniente da un palleggio
del LIBERO che si trova nella sua zona d'attacco;
6. la palla che attraversa il piano verticale della rete sotto di essa.
Egli autorizza il servizio con un fischio ed interrompe
le azioni di gioco con un altro fischio (tranne se le ha
già interrotte il 2° Arbitro).
Se li rileva può inoltre sanzionare falli che sarebbero
di competenza del 2° Arbitro.
Alla fine della gara controlla e firma il referto.
2° Arbitro
Il 2° Arbitro svolge le sue funzioni in piedi in
prossimità del palo della rete più vicino al tavolo del
Segnapunti (quindi il palo opposto al 1° Arbitro).
Durante la gara si sposta da una parte all'altra del
palo per riuscire a rilevare meglio le invasioni (la
tecnica arbitrale del 2° Arbitro prevede che egli si
sposti in genere dalla parte della squadra in difesa, in
modo da riuscire a vedere e sanzionare le invasioni del
muro).
Il 2° Arbitro assiste il 1° (infatti può segnalargli,
senza fischiare, falli al di fuori delle proprie
competenze, inoltre può sostituirlo in caso di malore),
ma ha anche il suo ambito di competenza.
Egli controlla i componenti delle squadre seduti in
panchina e segnala al 1° Arbitro (affinché prenda
provvedimenti) ogni loro condotta scorretta; controlla
l'operato del Segnapunti e dei giocatori nell'area di
riscaldamento; autorizza le interruzioni regolamentari e
ne controlla la durata; respinge le richieste improprie
e svolge molti altri compiti specifici.
Il 2° Arbitro decide, fischia e segnala:
1. la penetrazione del campo avversario e dello spazio sotto la rete
(invasione sotto rete);
2. i falli di posizione della squadra in ricezione, nonché il fallo di
rotazione della squarda al servizio, se questo viene
rilevato e segnalatogli dal Segnapunti;
3. il contatto falloso con la parte inferiore della rete e con l'antenna
dalla sua parte (invasione a rete);
4. il muro effettivo dei difensori e il tentativo di muro del LIBERO;
5. Il contatto della palla con un oggetto esterno e con il terreno (nel
caso in cui il 1° Arbitro non riesca a vederlo).
A fine gara firma il referto.
Segnapunti
Il Segnapunti svolge le sue funzioni seduto su un tavolo
esterno alla zona libera, dalla parte del 2° Arbitro.
In ambito federale (FIPAV) il Segnapunti Federale è un
tesserato della squadra di casa, abilitato a questa
funzione dopo aver seguito uno specifico corso
(organizzato dal Comitato Provinciale FIPAV di
appartenenza).
Nelle gare di serie A ed Internazionali, questo ruolo è
svolto da un Arbitro Federale, quindi super-partes.
Si può svolgere una gara anche senza Arbitri Federali,
ma mai senza il Segnapunti Federale.
Il suo compito è quello di compilare (durante la gara)
un referto dove vengono annotati tutti gli sviluppi
della partita: nel referto vengono annotati: le
generalità della gara (serie, numero, data, ora,
squadre, luogo), gli elenchi dei componenti delle
squadre (con i loro rispettivi numeri), il capitano e il
LIBERO di ogni squadra, la disposizione in campo delle
squadre e dei loro giocatori ad ogni punto (ordine di
servizio), i punti di ogni squadra, i punti conquistati
da ogni giocatore durante il suo turno di battuta, le
sostituzioni, i time-out, le sanzioni disciplinari, i
punteggi finali, la squadra vincitrice, le generalità
dei componenti del collegio arbitrale, tutti gli altri
eventi comunicati dal 2° Arbitro (sostituzioni
eccezionali, interferenze esterne, annullamento dei
punti conseguiti da una squadra, ...).
Il referto viene firmato, prima dell'inizio della
partita dal capitano e dall'allenatore di ogni squadra,
e al suo termine dagli arbitri, dal segnapunti e dai
Giudici di Linea.
Il Segnapunti rileva i falli di rotazione della squadra
al servizio e li segnala al 2° Arbitro affinché vengano
sanzionati.
Nelle gare Internazionali è previsto l'impiego di due
Segnapunti.
Giudici di Linea
Se ci sono solo due Giudici di Linea, questi si
dispongono agli angoli del campo alla destra di ognuno
dei due arbitri, diagonalmente a circa 1-2 metri
dall'angolo.
Ciascuno di loro controlla la linea di fondo e quella
laterale dalla propria parte.
Se invece i Giudici di Linea sono quattro, si dispongono
uno per angolo ed ognuno di loro controlla una
determinata linea del campo: due le linee di fondo e due
le linee laterali.
I Giudici di Linea assolvono le loro funzioni segnalando
con una bandierina (cm 40x40, in Italia di colore blu,
in campo Internazionale di colore giallo o rosso):
1. la palla che cade all'interno del campo;
2. la palla che cade all'esterno del campo;
3. la palla che cade all'esterno del campo, ma che è stata toccata da un
giocatore della squadra in difesa (palla toccata);
4. la palla che tocca l'antenna;
5. la palla di servizio che supera la rete al di fuori dello spazio di
passaggio (antenne, ...);
6. il giocatore (escluso il battitore) che si trova fuori dal suo campo
al momento del servizio;
7. il giocatore al servizio che al momento della battuta pesta la linea
di fondo;
8. ogni invasione dell'antenna dal proprio lato;
9. la palla che attraversa la rete al di fuori dello spazio di passaggio
verso il campo opposto o tocca l'antenna dal proprio
lato.
I Giudici di Linea devono ripetere la segnalazione su
richiesta del 1° Arbitro.
Segnaletica ufficiale
Nel caso in cui il 1° Arbitro sanzioni un fallo, egli
fischierà ed indicherà:
1. la squadra al servizio (alzando il braccio perpendicolarmente al corpo
dalla parte della squadra al servizio);
2. la natura del fallo (utilizzando i gesti ufficiali);
3. se necessario, il giocatore che l'ha commesso.
Se è il 2° Arbitro a sanzionare un fallo, egli fischierà
ed indicherà:
1. la natura del fallo (utilizzando i gesti ufficiali);
2. se necessario, il giocatore che l'ha commesso;
3. aspetterà che il 1° Arbitro assegni il servizio (alzando il braccio
perpendicolarmente al corpo dalla parte della squadra al
servizio) e ripeterà questa sua segnalazione.
I Giudici di Linea segnalano i falli muovendo la
bandierina come da regolamento (palla dentro: bandierina
abbassata verso il campo; palla fuori: bandierina
alzata; palla toccata: toccano la parte alta della
bandierina; ...).
Sanzioni disciplinari
Le sanzioni disciplinari sono comminate dal 1° Arbitro
durante la gara e, dopo di essa, in sede di omologa,
dall'Organo Giurisdizionale Federale competente.
Durante la gara
Il 1° Arbitro, in base alla gravità della condotta
scorretta di un componente delle due squadre (atleta,
allenatore, vice allenatore, medico, fisioterapista,
dirigente), può sanzionarlo nei seguenti modi:
1. con un avvertimento verbale, in caso di lieve condotta scorretta (per
esempio esprimere disappunto sbuffando, fare vittimismo,
dire, per esempio, "era fuori" o "era dentro" dopo che
l'Arbitro ha valutato in modo diverso, o altre cose
simili, abbandonare temporaneamente l'area di gioco da
parte delle riserve senza l'autorizzazione degli
Arbitri, ...). Questo avvertimento non è una sanzione
disciplinare e non viene registrata a referto, è
semplicemente un mezzo di prevenzione.
2. con l'ultimo avvertimento verbale, nel caso in cui la lieve condotta
scorretta prosegua dopo alcuni avvertimenti verbali o
quando il livello di una unica lieve condotta scorretta
rasenti il livello della condotta maleducata. Anche
questo è un mezzo di prevenzione, non una sanzione, e
non viene registrato a referto.
3. con la penalizzazione (cartellino giallo), nel caso in cui si
manifesti una condotta maleducata (il regolamento la
definisce "azione contraria alle buone maniere o ai
principi morali, espressioni deplorevoli", tra le quali
rientra la bestemmia), o un'ulteriore lieve condotta
scorretta dopo l'ultimo avvertimento. Esempi di condotta
maleducata sono pronunciare frasi del tipo "ma chi le ha
insegnato ad arbitrare?", "un'altra volta guardi
meglio", .... La penalizzazione è una sanzione
disciplinare, va registrata a referto, è personale e
comporta l'attribuzione di un punto all'altra squadra,
con il conseguente diritto alla battuta.
4. con l'espulsione (cartellino rosso), nel caso in cui si manifesti una
condotta offensiva, o una seconda condotta maleducata da
parte di un componente già sanzionato con il cartellino
giallo, o una lieve condotta scorretta da parte di un
componente già sanzionato con l'ultimo avvertimento e
con il cartellino giallo. Esempi di condotta offensiva
sono "cornuto", "venduto", ed altre parole
obiettivamente offensive nei confronti di arbitri,
avversari, compagni di squadra, pubblico e chiunque
altro. Le offese devono essere esplicite, infatti la
frase "stiamo giocando in sette contro sei" oppure "ma
chi le ha insegnato ad arbitrare?" non sono offese
esplicite, quindi vanno sanzionate con l'avvertimento o
con il cartellino giallo, in base alla gravità.
L'espulsione è una sanzione disciplinare, va registrata
a referto, è personale e comporta l'allontanamento del
sanzionato dall'area di controllo fino alla fine del set
in corso.
5. con la squalifica (cartellini giallo e rosso tenuti con la stessa
mano) nel caso in cui si manifesti una condotta
aggressiva, o una qualsiasi condotta scorretta
sanzionabile con il cartellino giallo o rosso da parte
di un componente già sanzionato con il cartellino rosso,
o una lieve condotta scorretta da parte di un componente
già sanzionato con l'ultimo avvertimento, con il
cartellino giallo e con il cartellino rosso. Esempi di
condotta aggressiva sono lo sputare, l'aggredire
fisicamente o tentare di aggredire una qualsiasi
parsona, senza desistere di propria spontanea volontà.
La squalifica è una sanzione disciplinare, va registrata
a referto, è personale e comporta l'allontanamento
definitivo del sanzionato dall'area di controllo, cioè
fino alla fine della gara.
Il ripetersi di una condotta scorretta da parte della
stessa persona nella medesima gara è sanzionato
progressivamente, cioè il componente della squadra
riceve una più pesante sanzione per ogni successiva
condotta scorretta, quindi non è possibile sanzionare lo
stesso componente con, per esempio, due cartellini
gialli o due cartellini rossi: la sanzione deve sempre
essere superiore alla precedente.
Il 1° Arbitro può inoltre sanzionare con un Ritardo di
Gioco la squadra che compie un'azione che ritardi lo
svolgimento dalla gara, per esempio non rientri in campo
dopo un time-out subito dopo il fischio del 2° Arbitro.
Il primo Ritardo di Gioco non provoca conseguenze, il
secondo e successivi provocano l'attribuzione di un
punto all'altra squadra con conseguente diritto di
battuta. La segnaletica ufficiale è: per il 1° Ritardo
di Gioco (avvertimento), il 1° Arbitro porta le dita
distese di una mano al polso dell'altra, mentre per il
2° (e successivi) Ritardo di Gioco (penalizzazione)
porta il cartellino giallo al polso dell'altra mano.
Dopo la gara
Il Giudice Unico Provinciale, Regionale o Federale (in
base al campionato) letto il rapporto arbitrale, in sede
di omologa della gara, infliggerà al reo altre sanzioni
disciplinari sportive, che possono essere, per esempio,
l'ammonizione con diffida, la squalifica per più
giornate, la sospensione a tempo determinato, ecc.. Il
sanzionato può poi fare ricorso agli organi di Giustizia
Sportiva superiori. Le sanzioni disciplinari che possono
venire inflitte dagli Organi Giurisdizionali Federali
(in base alla gravità degli illeciti commessi) sono
stabilite dal Regolamento Giurisdizionale FIPAV e sono
le seguenti:
1. Richiamo o Deplorazione
2. Ammonizione
3. Ammonizione con diffida
4. Multa (da € 1,00 a € 500.000,00)
5. Squalifica del campo
6. Obbligo di disputare gare a porte chiuse
7. Perdita della gara
8. Penalizzazione
9. Retrocessione
10. Squalifica per una o più giornate
11. Sospensione a tempo determinato
12. Radiazione dalla FIPAV
Le sanzioni possono essere inflitte alle societa, ai
giocatori, agli allenatori e a tutti gli altri
tesserati, con modalità che variano (non si può per
esempio sanzionare un giocatore con la multa, che può
essere inflitta solo alle società).
Va ricordato che il rapporto arbitrale costituisce, in
ambito di giustizia sportiva FIPAV, documento primario
di prova, a meno che non ne venga dimostrata la falsità.
Essendo prova primaria non può venire accettata nessuna
testimonianza contraria a quanto scritto nel rapporto.
Il Giudice Unico può comminare tutte le sanzioni
disciplinari, tranne squalifiche o sospensioni per
periodi superiori a 6 mesi e la radiazione. Nel caso
ritenga che i fatti in esame meritino una di queste
sanzioni, deve trasferire gli atti del procedimento alla
Commissione Giudicante Nazionale, che ha facoltà di
comminare queste sanzioni ed è preposta a giudicare i
fatti più gravi.
Per i casi più gravi, la Procura Federale svolge delle
indagini per poi rappresentare "l'accusa" dinanzi alla
Commissione Giudicante Nazionale.
Avverso i procedimenti disciplinari, i tesserati possono
ricorrere in appello alla Commissione d'Appello Federale
ed alla Corte Federale.
Il Giudice Unico è inoltre preposto a giudicare la
validità dei reclami eventualmente proposti dalle
squadre durante la gara. A seguito di un reclamo, può
decidere:
1. Di omologare la gara con il risultato conseguito sul campo (anche per
effeto della inammissibilità del reclamo)
2. Di annullare la gara
3. Di modificare o invertire il risultato conseguito sul campo
4. Di attribuire la vittoria ad una delle squadre per effetto di fatti
estranei allo svolgimento della gara
5. Di redigere ed approvare le classifiche ufficiali
Formazione degli Arbitri Federali FIPAV
La Federazione Italiana Pallavolo, attraverso le sue
strutture periferiche (Comitati Provinciali e Regionali)
cura la formazione degli Arbitri Federali di Pallavolo a
livello provinciale e regionale.
A livello nazionale questo compito è svolto dal
CQN-STAO, il Centro di Qualificazione Nazionale del
Settore Tecnico Arbitri e Osservatori.
Per diventare Arbitro Federale l'età minima richiesta è
16 anni, da quell'età ci si può iscrivere ad un corso
per aspiranti arbitri (questi corsi vengono organizzati
ogni anno dai Comitati Provinciali).
Terminato il corso e superati i relativi esami si viene
inquadrati nei Ruoli Provinciali (Regionali per la Valle
d'Aosta e le Province Autonome di Trento e Bolzano)
degli Arbitri Federali e si iniziano a dirigere delle
partite dei campionati provinciali (in genere le prime
partite affiancati da arbitri più esperti, con la
funzione di tutor).
Le partite dei campionati provinciali arrivano fino alla
Prima Divisione.
Nel caso in cui un Arbitro sia particolarmente "bravo",
capace, disponibile, ... verrà promosso ai Ruoli
Regionali e dirigerà partite dei campionati regionali
(serie D e C).
Un'ulteriore promozione porta l'Arbitro Federale ad
essere inquadrato nei Ruoli Nazionali, dove potrà
dirigere, via via con il tempo, partite fino alla serie
A1 (le partite dei campionati nazionali sono serie B2,
B1, A2 e A1).
L'ulteriore ed ultima promozione è quella ad Arbitro
Internazionale, qui però si viene valutati non più dalla
FIPAV, la Federazione Italiana, ma dalla FIVB, cioè la
Federazione Mondiale.
Gli Arbitri vengono costantemente valutati dagli
Osservatori, che hanno il compito di evidenziare i pregi
e i "punti deboli" dell'Arbitro, affinché egli possa
migliorare ed affinché si possa fare una specie di
"selezione" degli arbitri migliori, in vista di future
promozioni.
Esistono delle altre associazioni sportive, come il CSI
(Centro Sportivo Italiano) o la UISP (Unione Italiana
Sport Per tutti), che organizzano campionati di
pallavolo e hanno appositi corsi per arbitri.
Queste associazioni hanno stipulato delle convenzioni
con la Federazione, con le quali hanno stretto accordi
riguardo molte branche della pallavolo, non per ultima
la possibilità di poter tesserare nel CSI (o altro)
alcuni Arbitri Federali (cioè tesserati con la
Federazione Italiana), senza che questi incorrano in
sanzioni disciplinari. Lo scopo principale di queste
associazioni è quello di promuovere la pallavolo (ed
anche altri sport, per ognuno dei quali sono state
stipulate delle convenzioni con le rispettive
Federazioni).
Arbitri di Beach Volley
La FIPAV cura anche la formazione degli Arbitri di Beach
Volley, attraverso il Settore Beach Volley della
Commissione Arbitri Nazionale.
Gli arbitri di beach volley si distinguono in (ordine di
importanza crescente): Arbitri di 3° Livello
Provinciale/Regionale, Arbitri di 2° Livello Nazionale,
Arbitri di 1° Livello Nazionale, Arbitri Internazionali.
Per diventare arbitro di beach volley è necessario, come
per l'arbitro di pallavolo, aver compiuto 16 anni, aver
partecipato ad un corso per Arbitri di 3° Livello
organizzato un Comitato Regionale ed avere superato i
relativi esami.
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A.S.Pallavolo Civitavecchia - Sede sociale e impianto
sportivo - Via Martiri delle Fosse Ardeatine tel.0766.500863 |
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